
Ce lo raccontano le due giraffe bianche che sostengono un
lampadario a gocce. Non sono animali albini e rari, ma ci ricordano che il
mammifero più alto del mondo potrebbe estinguersi a causa dei bracconieri(in basso). Il
legame-simbiosi tra architettura e natura è espresso con intelligenza e
l’ironia della metafora in Sleepings
piles, torri vegetali dei brasiliani Fratelli Campana nel Cortile della
Farmacia. Giochi di luci e proiezioni
artistiche, progetto della stessa Università degli Studi, da vedere dopo le
20,30 nel Cortile della Ghiacciaia. Ideati da Ingo Maurer e Axel Schmid, sempre
collegati a Human Spaces, i fasci di
luce che hanno colorato la Torre Velasca fino a domenica. Passato, presente e
futuro nello scafo di uno yacht creato da Piero Lissoni nel cortile del ‘700, trasformato
in un mare prosciugato. Testimonianza di grande maestria artigianale. Come nel
distretto design di Brera, i virtuosismi dell’ebanisteria di Bottega Ghianda.
Tra cui l’iconica libreria girevole da tavolo di Cini Boeri del 1989, mix di
tradizione e design. Grande importanza è data al verde e al vivere all’aperto.
A parte le installazioni della Statale come Regeneration,
Sleeping Piles, The Circular Garden, il collegato Orto Botanico di Brera, che
tutela la biodiversità e le
specie a rischio. Ha chiuso il 14 The Wishing Tree nei chiostri di San Barnaba,
l’installazione nata dalla collaborazione tra il ristorante il Chiostro di
Andrea e aziende di design. E’ un grande
lauro con appesi i pensieri e i desideri di artisti, designers, visitatori. Nell’intrigante
spazio di Via Orobia, Paola Lenti ha presentato mobili da esterno in affascinanti
allestimenti(al centro).
LUISA NON HO VISTO LA sTATALE MA DOPO IL TUO POST CREDO CHE DOMANI 19 APRILE FACCIO UN SALTO. aLESSANDRA
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