

non salva la principessa, ma salva se stesso”
spiega. “Bisogna far luce sui tanti luoghi oscuri che la fiaba racchiude”
ribadisce Michele Collina, docente di lettere e uno dei relatori. Per questo
ogni giornata si aprirà con una conferenza in cui dal linguaggio semplice e
lineare delle fiabe si trarrà ogni volta qualche elemento complesso e si
indagherà su questo. E tutto in forma
interattiva, senza uno stacco dal pubblico. Tema specifico di questa edizione
la relazione della fiaba con il tempo. Come cioè la favola si componga di
passato, presente e futuro, attraversi indifferentemente il mondo dei vivi e
dei morti, e sia un altrove di cui C’era una volta è la porta d’entrata. Perfettamente
coerente è la sede scelta, Villa Sorra, una delle più scenografiche ville del
modenese utilizzata da Pasolini per Salò
o le 120 giornate di Sodoma. La serra,
allestita con un palco e un’area espositiva, sarà un ideale secret garden per mostre, video
proiezioni, spettacoli, installazioni, concerti, gli incontri d’apertura e
naturalmente le fiabe. Anche queste,
come tutto quello che verrà presentato qui, saranno inedite e prodotte ad hoc.
A chiusura verrà inaugurato, in un ex
capannone industriale vicino al centro
storico, il Filatoio, laboratorio permanente del Festival. Progettato da un
architetto e realizzato interamente a mano da un artigiano e macchinista
teatrale ospiterà una cucina, una caffetteria, un salotto con libreria,
dove leggere non solo fiabe, e un palco per concerti e performance.
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