mercoledì 9 luglio 2014

IMPARA L'ARTOUR-O


 Artour-o, Firenze 2013

Chissà che ne sarebbe stato di Mantegna se non avesse frequentato la corte  dei Gonzaga? E se Leonardo non avesse incontrato Ludovico il Moro non ci sarebbe il Cenacolo, ma esisterebbe la Gioconda?  Certo la committenza per l’arte italiana è stata fondamentale. Poi sono arrivati i galleristi, i mercanti d’arte che hanno valorizzato  pittori e scultori noti e reso popolari e fatto conoscere altri emergenti. Ma il loro fine è sempre stato commerciale. Per i mecenati del passato dare spazio a un artista era il modo per rendere più sontuosi i propri palazzi e le proprie corti, celebrare le proprie gesta e il proprio regno, feudo, principato. In un certo senso sono stati i precursori del contemporaneo concetto di immagine e status symbol. E anche involontariamente hanno creato un patrimonio artistico.   Ellequadro li prende a modello. Con sede a Genova, dove possiede un archivio notevole, e occhi aperti su tutto il mondo, questa associazione no profit creata da Tiziana Leopizzi mette in contatto giovani artisti con aziende, crea mostre, eventi e tutta una serie di operazioni culturali come valorizzare e riscoprire edifici stortici dimenticati ecc..  Dà spazio a giovani talenti,   rafforza e promuove l’immagine di un’azienda e non solo.   Sembra infatti che le opere d’arte aiutino a lavorare meglio e alzino  quindi i profitti. Tra le iniziative più consolidate l’Artour-o con il suo Must, Museo Temporaneo, al decimo anno di vita o il Misa, Musei internazionali in progress di scultura per le aziende, nato nel 2009. Per una sezione speciale di Artour-o del 2014 chiamata "Io e Michelangelo", martedì 15 luglio, saranno premiati giovani artisti all'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. Gli ultimi Misa di quest’anno sono stati ad aprile nel complesso di San Michele Arcangelo a Guidonia Montecelio (Roma) e a giugno nel Convento dei Filippini di Treia (Macerata). Ellequadro cura naturalmente tutte le pubblicazioni e i cataloghi. Con un’impaginazione  chiara e d’effetto, hanno sempre qualche accento intrigante. Come  la riproduzione del manoscritto di Leonardo con il curriculum con cui si proponeva a Ludovico il Moro (www.ellequadro.com). 

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