
Su
enormi schermi nello stesso polimero
usato per i filtri ottici,
montati su plexiglass, compaiono immagini in trasformazione, con riferimenti
ora immediati, ora appena percettibili alla natura. E’ una storia di armonia
quella di Limosani e, non a caso, lui
si definisce story teller digitale. C’è la luna che
appare e scompare con la sua consistenza morbida, c’è una pioggia stilizzata
ottenuta con la luce. Delle righe verticali di vari colori creano un effetto di
movimento , fra il sipario di un teatro e un bosco mosso dal vento. Alla fine i pannelli si riempiono di alberi, di foglie, di luce che
filtra tra i rami. Molto
interessante la colonna sonora, fatta con un mix di suoni presi dalla natura e da strumenti tecnologici,
non necessariamente dei più attuali. Si intuiscono rumori di fax, di accensione di computer e anche
il dimenticato rumore di una puntina di giradischi. Che Limosani recupera,
forte del suo ventennale passato di deejay con il vinile.
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