C’è
aria di Quaranta in queste sfilate. Con il maschile/femminile è tra le tendenze più ricorrenti. Elisabetta
Franchi pensa alla fine di quegli anni e a una donna, Evita Peron, mix di
fascino, eleganza, determinazione. Molti
i ricami orientali con pietre e Swarovski, tante le paillettes e i pizzi.
Particolari i pantaloni, con pinces da uomo, ma vita segnata, da indossare
sotto le pellicce, ovviamente ecologiche. Curatissimi gli accessori, dai lunghi
guanti agli orecchini pendenti, ai pettini per i capelli. Il patchwork è il
gioco preferito di Antonio Marras che sfila anche con l’uomo. Pesanti tweed e
scozzesi sono abbinati a tulle e chiffon. Il giubbotto militare è in velluto
con ricami. Il cappotto cammello ha maniche di maculato. Movimentata la
passerella, con balzi improvvisi, scene d’amore, modelle che portano vasi di
fiori, apparizioni estemporanee di personaggi milanesi. Cividini si ispira al
Dr.Zivago, ma niente Lara con colbacco, ma capi di un’estetica elementare, che
raccontano la fine di una certa borghesia e la nuova classe operaia. L’understatement
è in primo piano. Ecco il cappotto apparentemente in tessuto ruvido, in realtà
di alpaca, la giacca di panno con tasche in denim, l’abito di velluto camouflage.
Leit Motiv propone un barocco
minimalista con tutti gli elementi come disegni di animali fiori, ricami, ruche
e volant ma volumi diversi e tagli aggiornati. All’insegna del rosa la sfilata
di Missoni. Come raccontano i berretti delle modelle nell’uscita finale e il Monte
Rosa che fa da sfondo alla passerella. Ma non il rosa stucchevole genere Barbie,
ma un rosa che racconta la femminilità e
l’apertura verso gli altri come dicono
le parole di Angela Missoni con cui termina il defilé. La collezione invece è
di tanti colori, con tartan e righe. Presenti tutti i capi classici rivisti in
chiave più che mai Missoni, con una vestibilità attillata e donante (foto in basso). Tartan
anche da Luisa Spagnoli per gonne plissé soleil e giacche e un intero
guardaroba per la signora chic dalla
mattina alla sera. Tra le novità la linea di occhiali curata dal figlio della
stilista-imprenditrice Nicoletta Spagnoli. La frangia sfilacciata
che diventa motivo ornamentale è il filo conduttore da Xu Zhi, brand dell’omonimo
designer di origini cinesi in stanza a Londra, che ha sfilato nel Teatro
Armani. E’ una palestra di eccellenza artigianale la collezione di René
Caovilla. IL dialogo maschile-femminile elegantemente sviluppato è il punto forte
da Ermanno Scervino. Grande ricerca di materiali, dal serpente al pizzo
doppiato effetto feltro al neoprene, nelle borse di Rodo, che guarda ai pezzi
d’archivio. Uno sguardo agli anni Venti da Giuseppe Zanotti. Lo stilista inventa
un tacco rettangolare e piatto (foto in alto), dà allo stivaletto un profilo che ricorda il corpo
di una donna. Mette piume di marabù sul polacchino, ricopre di visone le tre
fasce del sandalo più visto sui red carpet. Riveste di paillettes lo stivale-calza.
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