Che l’incontro fosse sentito non si è visto da quanto era
gremita la sala consiliare del Comune. Ma da
quelle lacrime impossibili da trattenere, da quello strano groppo in
gola che prendeva i relatori, perfino quelli più avvezzi a parlare, più
“insospettabili” di commozione. Anche l’ultimo arrivato si sarebbe accorto che
si era molto al di là della retorica della commemorazione. E’ successo ieri a
Borgo Val di Taro, dove sono state intitolate due strade di un nuovo quartiere
a due giornaliste, Marilisa Verti e Ilaria Alpi. Nata e in parte cresciuta qui la prima, di origini e famiglia di
Compiano, paese vicino, la seconda. Il legame con la cittadina del parmense è
il motivo della dedica, ma non è quello che le accomuna, come neanche la morte
prematura. “E’ la capacità che avevano
di indignarsi” ha detto un loro collega,
grande amico di entrambe.Anche se lavoravano in settori diversi. E questa caratteristica o meglio questo atteggiamento conferma e quasi
superaquella ricerca della verità che
è, o almeno dovrebbe essere, uno dei punti fermi del mestiere del giornalista. Per
Marilisa si è manifestato soprattutto nell’aver portato El Moncada da bollettino a rivista
di riferimento dell’Associazione Italia-Cuba, nella sua collaborazione a
Società Civile e nell’impegno nel sindacato dei giornalisti. Per Ilaria Alpi
nei suoi reportage in Africa per la Rai, in cui non si è mai limitata a
riportare le notizie che arrivavano a tutti. Ed è probabilmentequesto che ha colpito le ragazze e i ragazzi
della quarta liceo scientifico Zappa-Fermi di Borgo Val di Taro. Che, a conclusione
dell’incontro, hanno letto le loro considerazioni su Marilisa e Ilaria, bene
indirizzati dalla sensibilità della professoressa Giuliana Anelli.
W la Marilisa!
RispondiEliminaMarilisa merita al 100% questo riconoscimento. Ben fatto!
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