Neppure il termometro a 37 gradi e l’umidità
caraibica di queste giornate fiorentine sono riusciti a compromettere
l’entusiasmo per la presentazione, meglio la performance, di Peter Pilotto, “womenswear guest
designer” di Pitti.

Solo
nella ballroom è stato lasciato il pavimento originale e su due pedane tonde, anch’esse
con le stampe, sono state disposte in piedi quindici modelle, con effetto
tableau vivant. Straordinari i
disegni delle stampe, elaborati al computer, diversissimi tra loro per genere e colore e assemblati a
formare un patchwork
caleidoscopico. In due
grandi schermi, uno all’ingresso e uno in un salone, su uno sfondo di motivi,
sia geometrici che figurativi, si componevano le immagini delle modelle, per
poi decomporsi e ricomporsi di nuovo vestite diversamente. Con un I-phone era
possibile per il pubblico intervenire e modificare a propria scelta il
processo. I capi, gonne, abiti,
tute, camicie, pantaloni, hanno tagli assolutamente lineari ma molto femminili e
donanti. Il colore e le stampe, su materiali sempre particolari, frutto di ricerca, sono enfatizzati da lavorazioni pregevoli,
come file di paillettes disposte verticalmente o ricami con pietre.
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